LCL diversifica e apre al Packaging con Ap C12000 e J V3ds

LCL diversifica e apre al Packaging con Ap C12000 e J V3ds

LCL diversifica e apre al Packaging con Ap C12000 e J V3ds

L’azienda di stampa abruzzese investe sulle tecnologie di stampa e nobilitazione digitale di Konica Minolta per riposizionare la sua offerta nel segmento premium.


„Quasi non sapevamo cosa fosse e cosa facesse JETvarnish. Solo dopo aver visto dei campioni nobilitati, e assistito a una demo, ci è parso chiaro che la tecnologia MGI ci avrebbe smarcati dalla competizione con gli stampatori online, e dalla guerra dei prezzi“, ha affermato Nadia Silvestri, co-fondatore e titolare LCL Industria Grafica.

Se l’aggettivo “industriale” si adatta poco e male a molte delle piccole e medie aziende grafiche che se ne fregiano, l’appellativo di “LCL Industria Grafica” rispecchia la particolare inclinazione dei suoi fondatori e attuali titolari, Nadia Silvestri e Roberto Rodorigo, per l’automazione e la digitalizzazione dei processi produttivi. Nata come copisteria nel 1984, l’azienda di stampa abruzzese contrappone al massiccio spiegamento di tecnologia e capitali la sua straordinaria competenza, agilità e originalità.

«Quando abbiamo deciso di metterci in proprio, all’inizio degli anni Ottanta, non pensavamo di fare questo lavoro», racconta Silvestri. «A spingerci verso il business della stampa sono stati un locale di proprietà nel centro di Avezzano, e il costo relativamente basso di copiatrici e sistemi di finitura».

Nell’autunno del 1984, la coppia si reca allo SMAU di Milano, dove s’imbatte nella tecnologia offset di Rotaprint e se ne innamora. L’investimento necessario per una macchina 350x500 mm è fuori portata, ma i due imprenditori sono convinti della bontà del sistema, e acquistano il modello 250x350 mm. I primi due decenni di attività tipografica vedono una crescita continua di clienti e volumi, tanto che, nei primi anni Duemila, LCL si sposta in una nuova sede di 600 m². Qui, nel 2005, l’azienda installa una Manroland pluricolore in formato B2, equipaggiata con console CIP3 e affiancata da un reparto di prestampa con CtP. Nel 2018, l’azienda introduce la stampa di grande formato con HP Latex L65500, due unità KIP Color 80, e alcune stampanti inkjet a base acqua.

Nel 2009, entra in azienda Angelo Rodorigo, figlio di Nadia e Roberto, che imprime velocità al processo di trasformazione aziendale culminato, a inizio 2020, nell’acquisto di una Konica Minolta AccurioPress C12000 e di una MGI JETvarnish 3DS + iFoil.

Verso le lavorazioni premium

Posizionata a metà strada tra Roma e Pescara, LCL serve una clientela prettamente regionale, e intercetta commesse di valore per marche e agenzie creative situate nelle due aree metropolitane del Centro Italia. Tra i clienti stabili della tipografia ci sono aziende manifatturiere e alimentari, attività commerciali, piccole catene della GDO e strutture ricettive. Concentrata sulla produzione di stampati commerciali, l’azienda fornisce piccoli e medi volumi di cataloghi, libri e volantini, ma anche materiali cartotecnici, astucci, cartellini per abbigliamento, inviti per eventi e stampati promozionali.

«Abbiamo sempre cercato di conquistare lavori di alta qualità, con buone marginalità», spiega Silvestri. «Oggi non possiamo più essere troppo selettivi, ma impiegando le giuste competenze e le migliori attrezzature, riusciamo ancora a fare la differenza».

Le principali sfide di LCL riguardano la riduzione delle tirature medie, il crescente “isterismo” dei clienti e la compressione dei tempi di consegna, che impattano negativamente sulla programmazione dei lavori. Una condizione stressante, che accomuna da tempo i tipografi, e che si è ulteriormente acuita con la pandemia del 2020.

«Una volta era normale produrre un lavoro a colori in dieci giorni, mentre oggi i clienti ordinano all’ultimo istante e si aspettano la consegna in poche ore», racconta Silvestri. «L’impossibilità di fare previsioni stava pregiudicando la sostenibilità del business, e così abbiamo deciso di reinventarci». Oltre ad ampliare l’offerta di stampati commerciali e prodotti cartotecnici, l’azienda realizza un’ampia varietà di applicazioni su materiali plastici, adesivi calpestabili, segnaletica per punti vendita, ristoranti e hotel.

Già pronti alla migrazione dall’offset al digitale

Priva di retaggi tipografici e agnostica dal punto di vista tecnologico, LCL assoggetta la scelta dei macchinari alle proprie esigenze produttive e applicative. Una condizione che porta l’azienda a investire, contestualmente, in tecnologia offset e in sistemi a toner e inkjet, sia di piccolo che di grande formato. Forte di un mindset anticonformista, nel 2019 la tipografia abruzzese decide di investire in macchinari capaci di garantire vantaggi competitivi, e differenziare l’offerta per il successivo decennio.

«In un modo o nell’altro, oggi la carta la sporcano tutti», afferma Silvestri. «Noi dovevamo trovare il modo di sporcarla in modo più originale e qualitativo di altri».

Ai titolari di LCL è subito chiaro che, per allontanare la concorrenza e qualificarsi agli occhi dei clienti, è necessario offrire materiali stampati di una qualità fuori dal comune. Sul fronte della stampa, la proprietà aziendale resta colpita da Konica Minolta AccurioPress C12000. Fattori dirimenti sono la risoluzione di 2.400x3.600 dpi, la produttività di 120 ppm, la possibilità di alimentare carte fino a 450 g/m², e il formato carta massimo di 330x1.200 mm. A ulteriore garanzia della massima qualità, la macchina da stampa è equipaggiata con il sistema di ispezione IQ-501, che garantisce il controllo e la correzione automatica di colore e registro.

«Con una macchina come C12000, inizia ad essere vantaggioso spostare volumi dall’offset al digitale», spiega Silvestri. «Anche sulle 5.000 brochure, non dobbiamo più preoccuparci del costo della stampa, e possiamo concentrarci sull’immediatezza del servizio».

L’inattesa strategicità della nobilitazione digitale

Focalizzata sulla stampa commerciale, per LCL la nobilitazione non è una priorità. L’azienda abruzzese si avvicina infatti a  MGI JETvarnish su incoraggiamento di Konica Minolta, e del suo partner commerciale LineaUfficio.

«Quasi non sapevamo cosa fosse e cosa facesse JETvarnish. Ma da sempre amiamo fare la differenza, e non ci precludiamo nulla», rivela Silvestri. «Solo dopo aver visto dei campioni nobilitati, e assistito a una demo, ci è parso chiaro che la tecnologia MGI ci avrebbe ulteriormente smarcati dalla competizione con gli stampatori online, e dalla guerra dei prezzi».

Per fugare ogni dubbio sulla bontà di questa tecnologia, il team di LCL decide di incontrare almeno un utilizzatore di JETvarnish. Così, a ottobre 2019, si reca a Napoli per visitare PrintSprint. Ancor più dell’incontro con Eduardo Romagnoli, titolare della tipografia partenopea, a impressionare i titolari di LCL è una chiacchierata con l’operatore dell’attrezzatura.

«Siamo rimasti colpiti dall’entusiasmo di quel ragazzo, e dalla sua testimonianza di quanto JETvarnish fosse per lui uno stimolo a sperimentare, imparare, prendere decisioni insieme al cliente», racconta Silvestri.

Pochi giorni dopo LCL conferma l’ordine della JETvarnish 3DS, che riceve a marzo 2020. A causa della pandemia, l’installazione slitta però all’estate. Un inizio infausto, che però non abbatte l’umore degli imprenditori. Già nell’autunno, la nobilitazione digitale si rivela un argomento decisivo nel dialogo con i clienti e un metodo inatteso di agganciare il treno della ripresa.

«I clienti non ci chiedevano, e continuano a non chiederci, la nobilitazione. Molti di loro non sanno neppure cosa sia», confessa Silvestri. «Ma, quando gliela mostriamo, restano stupiti e sono pronti a spendere qualcosa di più per avere un prodotto unico e prezioso».

Un futuro sfavillante, tra grafica e packaging

Grazie alla combinata di AccurioPress e JETvarnish, LCL produce menu per la ristorazione, materiali promozionali e biglietti da visita per studi professionali, inviti e mailing per eventi, cataloghi di materiali per l’edilizia, brochure e cartellini per la moda.

«Molti dei progetti più belli e più ricchi nascono dai test che facciamo spontaneamente per il cliente, sottoponendogli prototipi nobilitati anche se non richiesti», conclude Silvestri. «Questo è possibile solo grazie all’interfaccia utente di JETvarnish, che consente, direttamente dal PC a bordo macchina, di selezionare le aree dove applicare la verniciatura selettiva o i particolari da decorare con il foil».

Dopo aver completato il workflow con una plastificatrice professionale e un sistema di taglio digitale automatico JWEI, da inizio 2021, LCL realizza prodotti cartotecnici sempre più complessi, tra cui contenitori per pasticceria, scatole per giochi di società e astucci per gioielli. Il packaging, un tempo irrilevante nell’offerta dell’azienda, si prepara oggi a diventare un ingrediente predominante nell’offerta di quest’ultima. Così stampa, nobilitazione e fustellatura digitale hanno trasformato LCL in un interlocutore chiave per molte agenzie creative, e portato l’azienda a partecipare maggiormente nei processi progettuali e decisionali del cliente finale.