Da 90 anni di Arti Grafiche nasce l’etichettificio digitale M51

Da 90 anni di Arti Grafiche nasce l’etichettificio digitale M51

Da 90 anni di Arti Grafiche nasce l’etichettificio digitale M51

Nata tra le mura di una storica tipografia, la realtà toscana utilizza tecnologie a bobina di Konica Minolta per creare nuovi scenari nella stampa di etichette di pregio.

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“All'inizio avevamo dubbi su C71cf e sull'efficacia della tecnolo­gia a toner su volumi medio/alti, ma dopo aver assistito a una demo e averne verificato la qualità e l'af­fidabilità è stato un colpo di fulmi­ne. Stiamo già valutando l'investimento nella nuova AccurioLabel230”. Matteo Pifferi, co-fondatore di M51.



La produzione di etichette è considerata un business promettente e redditizio da un numero crescente di stampatori commerciali, cartotecniche e neofiti del printing. La stampa digitale si sta rivelando per molti di essi la porta d’accesso a un’applicazione da sempre considerata complessa e specialistica. È il caso dei fondatori di M51, la startup toscana dedicata alla produzione di etichette, che lo scorso anno ha introdotto bizhub PRESS C71cf, antesignana dell’attuale piattaforma AccurioLabel di Konica Minolta. Per conoscerla siamo andati a Certaldo, a pochi chilometri da Firenze, dove abbiamo incontrato il co-fondatore dell’azienda, Matteo Pifferi. Con nostra sorpresa, non ci accoglie in un piccolo laboratorio, ma nel grande edificio di Federighi Colorgrafiche, tipografia fondata nel 1929. «Nel 2009 ho iniziato la mia collaborazione con Federighi come commerciale, vendendo cataloghi e stampati di lusso a brand dell’arredamento e della moda, aziende alimentari e cantine vinicole del territorio», racconta Pifferi. «Quella di Federighi è una clientela di fascia alta, abituata a carte di pregio, nobilitazioni, tecniche di legatoria raffinate. Dialoghiamo con agenzie e buyer che apprezzano il nostro approccio tecnico e consulenziale».

Per soddisfare le esigenze di bassi volumi e ampliare la gamma di servizi, già nei primi anni Duemila l’azienda affianca la tecnologia digitale all’offset, e sviluppa collaborazioni con altri operatori del territorio. Tra questi c’è Gianni Marradi, dinamico stampatore di Empoli, che con la sua società Stampa 70 sceglie di focalizzarsi sul print-on-demand. Ne scaturisce una collaborazione leale e di successo, che consente alle due aziende di concentrarsi sui propri reciproci core business, utilizzando al meglio le proprie basi installate di macchine offset 70x100 e stampanti digitali a foglio. Da questo sodalizio, e dalle istanze di alcuni clienti comuni, nel 2013 prende corpo l’idea di produrre piccoli volumi di etichette.


Il “pronto soccorso” della produzione di etichette

A porre le basi logistiche e commerciali di M51 sono Gianni Federighi, esponente della quarta generazione della famiglia di tipografi, Gianni Marradi e Matteo Pifferi. Quest’ultimo entra in società con il ruolo di amministratore e sviluppatore tecnico/commerciale. «Ci siamo resi conto che packaging ed etichette erano settori in crescita e ad alta marginalità. E che avevamo spazi, clienti, e buone competenze tecniche e commerciali. Così, a fine 2013, ci siamo decisi a partire, analizzando inizialmente le tecnologie più adatte allo scopo», racconta Pifferi.

Incerti e cauti sul potenziale sviluppo del business, i tre soci acquistano una stampante inkjet compatta VIPColor VP700, basata su tecnologia Memjet, cui affiancano un sistema di fustellatura a lama e sfridatura DPR Scorpio, e più tardi una stampante laser a bobina Primera. Il primo lavoro, costuito da micro-lotti di etichette in carta e PVC, arriva da un produttore locale di detergenti per animali domestici. Nei mesi successivi, grazie al dialogo quotidiano con le centinaia di clienti delle due aziende, le commesse si moltiplicano. Inizialmente M51 esegue lavorazioni semplici e senza nobilitazioni, puntando sulla velocità del servizio e su prezzi competitivi. «Non abbiamo mai pensato di competere con gli etichettifici tradizionali. Anzi, abbiamo capito subito di poter essere, per loro e per molti clienti finali, una sorta di pronto soccorso per le lavorazioni più urgenti».


La sfida dei volumi e dei costi di produzione

I primi anni di attività fanno emergere tutto il potenziale della tecnologia, ma anche la criticità di poter stampare solo su carte pretrattate, con costi di produzione non sempre allineati alle aspettative di prezzo. Per questo nel 2017 l’azienda introduce un fustellatore meccanico. Di lì a poco, i frequenti picchi di produzione autunnali imposti dalle vendemmie e dalla stagione natalizia, portano M51 alla saturazione della capacità produttiva e all’avvio della collaborazione fissa con Daniele Pampaloni, attuale responsabile di produzione. «Avevamo velocità lineari ridotte, costi di produzione elevati, e non potevamo alimentare bobine ad alta capacità. Queste limitazioni tecniche ci stavano penalizzando», spiega Pampaloni. «Abbiamo capito che per realizzare un’etichetta professionale dovevamo dotarci di strumenti adeguati». M51 avvia così una valutazione delle principali piattaforme narrow web inkjet e a toner, inclusa la stampante Konica Minolta, già vista in anteprima a Labelexpo nel 2015. «All’inizio avevamo dubbi su C71cf e sull’efficacia della tecnologia a toner per volumi medio-alti, ma dopo aver assistito a una demo e averne verificato la qualità e l’affidabilità, è stato un colpo di fulmine», continua Pifferi. «Ancora oggi, nella fascia tra i 100 e i 200mila euro non c’è molta scelta, specie se vuoi produrre stampe con dettagli molto fini, su carte naturali non trattate, evitando la finitura lucida tipica dell’inkjet UV». A far propendere M51 per la tecnologia a toner di Konica Minolta è la predominanza di clienti nel settore alimentare e vinicolo, e l’esigenza di realizzare per loro etichette sicure e prive di migrazione, impreziosite da testi e pattern, fondi pieni, neri coprenti ed opachi, spesso abbinati a numerose nobilitazioni. Altro argomento chiave, un costo di produzione prevedibile e competitivo. «I modelli a consumo sono molto validi per le macchine da stampa industriali, ma nei sistemi compatti è di gran lunga più vantaggioso avere un costo al metro lineare certo», afferma Pifferi. «Grazie all’engine di Konica Minolta, siamo competitivi da zero a 2-300 metri, abbiamo tempi e costi di avviamento ridottissimi, e possiamo produrre preventivi precisi e affidabili al centesimo».


Tra software e supporti, per servire un mercato che cresce

L’esperienza pluridecennale nelle arti grafiche ha consentito al team di M51 di bruciare le tappe, e sfruttare al meglio le tecnologie hardware e software di Konica Minolta. Per le fasi di prestampa, M51 combina i più comuni applicativi Adobe (anzitutto Illustrator e InDesign) con AccurioPro Label Impose, l’intuitivo software sviluppato da Konica Minolta per gestire l’imposition, i tracciati fustella e l’integrazione dei dati variabili. Così l’azienda toscana può offrire ai suoi clienti

micro-tirature, cambi di lingua per i lotti destinati ai mercati esteri, e una personalizzazione spinta delle etichette di prodotti per il canale Horeca. «Se oggi ordini il vino della casa in un ristorante, o in un hotel di buon livello, non ti aspetti più una caraffa, ma una bottiglia con un’etichetta distintiva», spiega Pifferi. «Uno stesso vino, anche se prodotto in poche migliaia di bottiglie, può così arrivare ad avere cinque, dieci o cinquanta differenti etichette».

Una varietà crescente di prodotti, mercati e differenti gusti, che ha imposto a M51 di ampliare progressivamente la gamma di carte, materiali, formati e tecniche di finitura applicabili alle etichette. Ogni giorno bizhub PRESS C71cf viene alimentata con innumerevoli tipi di carte naturali (lisce, vergate, martellate, grease proof) e patinate, ma anche supporti plastici come il polipropilene. «Anche stampando su supporti non certificati per il toner, abbiamo riscontrato una compatibilità pressoché totale», continua Pifferi. «Gli unici accorgimenti riguardano la scelta, l’applicazione e la sovrastampa del foil, ma è bastata qualche prova per ottimizzare il processo».

M51 gestisce oggi una media di 15-20 commesse ogni giorno, ma punta a crescere, specializzandosi ulteriormente nei suoi settori di elezione, introducendo tecnologie più produttive e specialistiche, e aprendo alle applicazioni industriali. «Per alzare l’asticella, installeremo presto un nuovo finitore da 330 mm con moduli serigrafici. E stiamo già valutando l’investimento nella nuova AccurioLabel 230», conclude Pifferi. «Il mercato dell’etichetta di alto volume cresce, ma alcuni operatori soffrono già di sovracapacità produttiva. Per questo puntiamo ad affermarci nel segmento delle micro-tirature».