Con la stampa e nobilitazione digitale, TIPOGRAFIA BIANCO alza la posta nel packaging

| 10 giugno 2022

Con l’introduzione di Konica Minolta AccurioPress C12000 e MGI JETvarnish 3D One, la tipografia aversana accelera il suo ambizioso piano di diversificazione


Dopo vent’anni di lavoro come operaio presso una nota tipografia di Napoli, Vincenzo Bianco, insieme alla moglie Elpidia decide di concretizzare il sogno di avviare una propria attività. Tipografia Bianco apre i battenti nel gennaio del 1983 ad Aversa, a metà strada tra Napoli e Caserta, armata solo di una platina tipografica e dell’entusiasmo dei suoi titolari.
 Con la diffusione del desktop publishing, e il boom degli stampati di marketing, nei primi anni Novanta l’azienda introduce la tecnologia offset, assume i primi dipendenti, e cambia sede.

Terminati gli studi, nel 2000 entra in azienda il figlio Francesco Bianco, mentre la crescita dell’attività impone l’acquisto di macchinari più produttivi. Nel 2019 avviene il trasloco nell’attuale edificio di 1.000 m2, che ospita i reparti di prestampa, stampa offset, stampa digitale, serigrafia, tampografia, stampa a caldo rotativa, fustellatura e incollatura. Con un fatturato di 1,3 milioni di euro (2020) e un team di 14 persone, a novembre 2021 Tipografia Bianco ha potenziato la sua offerta digitale con una Konica Minolta AccurioPress C12000 e una MGI JETvarnish 3D One.

Dalla stampa alla cartotecnica

Tipografia Bianco serve una clientela regionale, ma tra i suoi clienti vanta aziende farmaceutiche, cosmetiche e della moda di calibro nazionale. Forte della sua tradizione tipografica, l’azienda realizza cataloghi, brochure, volantini per la GDO e il retail, menu per la ristorazione e materiali per la comunicazione d’impresa. Ai prodotti standard, stampati su due Heidelberg Speedmaster pluricolore in formato B1, si affiancano i progetti nobilitati con vernici e foil, e le decorazioni industriali su plastica, vetro e metallo, realizzata in serigrafia UV e tampografia.
«I clienti ci affidano i loro progetti più complessi da oltre vent’anni», racconta Francesco Bianco, CEO di Tipografia Bianco. «Molti di coloro che si rivolgevano a noi per la sola stampa commerciale, ci hanno resi il loro interlocutore unico per espositori POP e packaging».

Proprio la cartotecnica è una delle aree di maggior sviluppo per lo stampatore, le cui competenze spaziano dalla progettazione grafica al CAD 3D, fino alla creazione di fustelle e alla prototipazione, eseguita con un plotter Sinajet. Anticipando i trend dell’Industria 4.0, quasi vent’anni fa Tipografia Bianco ha implementato un workflow basato sul linguaggio JDF.

«Il nostro obiettivo era partire dal flacone vuoto, e far uscire il cliente con un prodotto completamente vestito», spiega Bianco. «Oggi, grazie anche ad AccurioPress e MGI, possiamo farlo in poche ore».

Cultura tipografica e fiducia nella tecnologia digitale

L’inizio del nuovo millennio per Tipografia Bianco coincide con il declino delle tirature medie, tempi di consegna più stretti, e una crescente pressione sui prezzi, causata dalla sovracapacità produttiva del comparto offset a foglio. Per reagire alla congiuntura sfavorevole, nel 2001 l’azienda introduce la sua prima macchina da stampa digitale a toner Xerox DocuColor 12, seguita a stretto giro da modelli più produttivi e automatizzati.

«Improvvisamente il mercato delle 20, 30, 50mila copie di libri e cataloghi si è volatilizzato, mentre i due o trecento pezzi sono diventati sempre più frequenti», spiega Bianco. «Anche in cartotecnica, i quantitativi si sono ridotti a poche centinaia o migliaia di pezzi».

Tipografia Bianco automatizza ulteriormente il flusso di lavoro, e decide di limitare il ricorso a fornitori esterni, internalizzando quasi totalmente le attività di progettazione grafica, stampa, nobilitazione, fustellatura, piegatura e incollatura di astucci ed espositori. Contestualmente, nel 2010 decide di alzare l’asticella nel campo digitale, e acquista una Konica Minolta bizhub PRESS C6000, di cui lo stampatore apprezza particolarmente la qualità di stampa e la robustezza. Pochi mesi dopo raddoppia l’installazione, avviando un sodalizio con Konica Minolta destinato a durare fino ad oggi.

«Sulle macchine Konica Minolta abbiamo prodotto oltre il doppio delle copie per cui erano progettate. Su AccurioPress C2070 abbiamo totalizzato 6 milioni di stampe», racconta Bianco. «All’inizio consideravamo il digitale una tecnologia accessoria, ma bizhub PRESS e AccurioPress l’hanno resa una valida alternativa all’offset».

Dalla coesistenza al progressivo rimpiazzo dell’offset

Nel 2019, Tipografia Bianco satura la capacità produttiva delle sue stampanti digitali. Così  i titolari tornano a dialogare con Konica Minolta per introdurre attrezzature più produttive. Lo scoppio della pandemia interrompe l’analisi, ma già a maggio 2021 gli imprenditori riaccendono i riflettori su AccurioPress C12000, l’attuale co-ammiraglia (con la gemella C14000) della gamma a toner di Konica Minolta. A colpirli sono nuovamente le prestazioni, la solidità e la qualità dei prodotti del costruttore nipponico.

«Con le ultime generazioni di AccurioPress, possiamo affermare che la stampa a toner ha eguagliato la qualità e la resa cromatica, ottica e tattile dell’offset», afferma Bianco. «Il prodotto è resistente alle cordonature, facile da plastificare, e anche sulle medie tirature risulta spesso più economico della tecnologia tradizionale».

Tra le caratteristiche di AccurioPress C12000 più apprezzate da Tipografia Bianco, la velocità di 120 ppm e la possibilità di alimentare carte offset di grammature comprese tra 52 e 450 g/m2, e formato massimo 330x.1300 mm (330x900 mm in bianca e volta) da cassetti ad alta capacità. Il formato banner, che eguaglia o eccede la lunghezza dei fogli offset B1, consente altresì di realizzare brochure multianta e rese multiple di astucci, che vengono fustellate sulle linee tradizionali.

«Su AccurioPress passiamo con facilità dalla carta chimica da 57 g/m2 al cartone da 400 g/m2, dalle carte patinate alle naturali, fino alle martellate, alle acquerello, alle vergate», sottolinea Bianco.

Una svolta digitale anche nella nobilitazione

Forte di macchinari e competenze nel campo del foiling e della serigrafia, inizialmente per Tipografia Bianco la nobilitazione digitale non è una priorità. Durante le demo di AccurioPress C12000 presso alcune tipografie, tuttavia, la proprietà vede in azione la tecnologia MGI JETvarnish. È amore a prima vista. Al punto che l’azienda decide di acquistare una JETvarnish 3D One, l’entry level della gamma, per effettuare verniciature selettive, piatte o a rilievo fino a 116 micron. Benché priva del modulo di applicazione del foil, al pari delle sorelle maggiori, 3D One è dotata dello scanner AIS per la messa a registro e la compensazione di eventuali variazioni dimensionali della stampa.

«JETvarnish ci ha permesso di avvicinare alla nobilitazione anche chi la considerava troppo onerosa, come alcuni acquirenti di packaging cosmetico e farmaceutico», spiega Bianco. «È bastato mostrare loro delle prove, e  ci hanno subito confermato il preventivo».

Con JETvarnish, l’azienda nobilita progetti stampati su carta patinata, sia in offset che in digitale, plastificati e non. Sulle carte naturali, per ridurre l’assorbimento, gli operatori eseguono una verniciatura offset di macchina, o un doppio passaggio di vernice inkjet selettiva. Grazie al formato carta di 364x760 mm, JETvarnish 3D One si integra perfettamente nel workflow di stampa e fustellatura.

Un modello vincente per sfondare nel packaging

Con AccurioPress C12000 e JETvarnish 3D One, Tipografia Bianco ha eguagliato i valori economici della stampa offset e della nobilitazione analogica, con il vantaggio di non avere quantitativi minimi, e di poter liberare turni di produzione sulle più costose linee tradizionali. Al tempo stesso, la tipografia aversana ha potenziato la sua offerta in campo cartotecnico, ponendosi come un fornitore di soluzioni a ciclo completo di qualità per i piccoli, medi e grandi acquirenti di packaging.